Tasse Pubblicata il 6 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Aliquota 5 forfettario requisiti: quando spetta e quando no

Aliquota al 5% nel forfettario: i requisiti per averla nei primi cinque anni, i casi in cui non spetta ed esempi di calcolo in euro.

L'imposta sostitutiva al 5% spetta per i primi cinque anni solo se la tua attività è davvero nuova. Questo significa tre cose. Non devi aver svolto un'attività d'impresa, artistica o professionale nei tre anni precedenti. La nuova attività non deve essere la semplice prosecuzione del lavoro che facevi prima da dipendente o da autonomo. Se rilevi un'attività già avviata da altri, i suoi incassi dell'anno precedente devono restare entro il limite del forfettario. Se manca anche una sola condizione paghi il 15%. In ogni caso devi avere i requisiti generali per stare nel regime forfettario.

I requisiti per l'aliquota al 5%

Le condizioni si valutano quando apri la partita IVA e devono esserci tutte insieme. Eccole in sintesi:

  • Nessuna attività precedente: nei tre anni prima dell'apertura non devi aver esercitato attività d'impresa, arte o professione, nemmeno in forma associata o familiare. Se hai chiuso una partita IVA da poco, conta da quando l'hai chiusa.
  • Nessuna continuità con il lavoro precedente: la nuova attività non deve essere la prosecuzione di quella che svolgevi prima come dipendente o collaboratore. Fa eccezione il periodo di pratica obbligatoria richiesto per accedere a una professione, come il praticantato.
  • Attività rilevata da altri: se prosegui un'attività di un'altra persona, per esempio un'azienda ricevuta da un familiare, gli incassi di quell'attività nell'anno precedente non devono superare 85.000 €.
  • Requisiti generali del forfettario: per esempio, nell'anno precedente il tuo reddito da lavoro dipendente o da pensione non deve aver superato 35.000 €, a meno che il rapporto di lavoro sia cessato.

La condizione più delicata è la seconda. Conta la sostanza, non il nome del contratto. Se fai lo stesso lavoro, con gli stessi mezzi e spesso per lo stesso committente, si tratta di una prosecuzione anche se prima eri dipendente e ora fatturi.

Quanto risparmi: un esempio con i numeri

Prendiamo Giulia, consulente di marketing iscritta alla Gestione separata INPS, che apre la partita IVA nel 2026 e ha tutti i requisiti per il 5%. Nel primo anno incassa 40.000 €. Il coefficiente di redditività della sua attività è 78%.

  1. Reddito: 40.000 € × 78% = 31.200 €.
  2. Contributi da dedurre: nel primo anno Giulia non ha ancora versato contributi, perché alla Gestione separata si pagano a partire dall'anno successivo. Il reddito imponibile resta quindi 31.200 €.
  3. Imposta al 5%: 31.200 € × 5% = 1.560 €.
  4. Imposta al 15%: 31.200 € × 15% = 4.680 €.
  5. Risparmio nel primo anno: 4.680 € − 1.560 € = 3.120 €.

Dal secondo anno in poi deduci dal reddito i contributi previdenziali versati nell'anno, quindi l'imponibile scende. Il vantaggio del 5% rispetto al 15% resta comunque di 10 punti sulla base imponibile. Ricorda anche che il forfettario segue il criterio di cassa: conta quando incassi, non quando emetti la fattura.

Quando l'aliquota al 5% non spetta: due casi tipici

Dal lavoro dipendente alla partita IVA, stesso lavoro

Marco ha lavorato come grafico dipendente in un'agenzia. Si dimette e apre la partita IVA per fare lo stesso lavoro, con gli stessi strumenti, come collaboratore esterno della stessa agenzia. È la classica prosecuzione dell'attività precedente, quindi niente 5%. Se incassa 30.000 €, il reddito è 30.000 € × 78% = 23.400 €. Al 15% paga 3.510 €. Con il 5% avrebbe pagato 1.170 €, cioè 2.340 € in meno. Se invece Marco aprisse un'attività diversa da quella che faceva prima, la valutazione cambierebbe. In quel caso conviene un parere del commercialista prima di aprire.

Chiudere e riaprire la partita IVA

Chiudere la partita IVA e riaprirla subito dopo, magari con un altro codice ATECO, non fa ripartire i cinque anni al 5%. Avere esercitato un'attività nei tre anni precedenti ti esclude, anche se la nuova attività è formalmente diversa. Lo stesso vale se avevi un'attività in forma associata o come collaboratore in un'impresa familiare.

Come si contano i cinque anni

I cinque anni partono dall'anno in cui inizi l'attività: l'anno di apertura più i quattro successivi. Non si allungano se nel frattempo guadagni poco o se apri a fine anno. Aprire a dicembre significa "consumare" un anno quasi intero di agevolazione. Se l'attività era partita in un altro regime e passi al forfettario più tardi, hai il 5% solo per gli anni che restano fino al quinto, sempre che i requisiti ci fossero all'inizio.

L'agevolazione vale finché resti nel forfettario. Se nel 2026 superi 85.000 € di incassi, dall'anno successivo esci dal regime e perdi anche il 5%. Se superi 100.000 €, l'uscita è immediata e devi applicare l'IVA dalla fattura che supera il limite. Negli anni in cui resti nel regime, le altre regole non cambiano: niente IVA in fattura e bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €.

Acconti con l'aliquota al 5%

Con l'imposta al 5% gli importi sono più bassi, quindi le soglie degli acconti contano di più. Gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente. Fino a 51,65 € non versi acconti. Fino a 257,52 € paghi un'unica rata a novembre. Sopra questa cifra dividi in due rate: 50% a giugno e 50% a novembre.

Riprendiamo Giulia. Nel primo anno ha un'imposta di 1.560 €, quindi l'anno dopo versa 780 € a giugno e 780 € a novembre come acconto, oltre al saldo. Nel primo anno di attività, invece, di norma non hai acconti, perché manca un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Il conto arriva tutto insieme l'anno dopo: saldo, primi acconti e contributi. È il motivo per cui conviene mettere da parte una quota fin dal primo incasso.

Tieni sotto controllo imposta, soglia e scadenze

Il 5% fa una bella differenza, ma solo se sai quanto pesa davvero su ogni incasso e quando dovrai pagare. Nel gestionale di Forfettari.org imposti l'aliquota al 5% o al 15% e il tuo coefficiente. Il cruscotto fiscale ti mostra l'imposta stimata e quanto mettere da parte ogni volta che incassi una fattura. Ricevi un avviso quando ti avvicini a 85.000 €, così eviti di perdere l'agevolazione senza accorgertene. Lo scadenzario ti ricorda acconti, saldo e bolli. Se hai dubbi sui requisiti iniziali, chiariscili prima con il commercialista e poi usa il gestionale per seguire i conti giorno per giorno.

Domande frequenti

Se ho fatto il praticantato posso avere il 5%?

Sì. Il periodo di pratica obbligatoria richiesto per esercitare una professione non conta come attività precedente. Puoi quindi avere il 5% quando apri la partita IVA da professionista, se hai anche gli altri requisiti.

Se ero dipendente posso avere l'aliquota al 5%?

Sì, se la nuova attività non è la prosecuzione del lavoro che facevi da dipendente e hai gli altri requisiti del forfettario. Se fai lo stesso lavoro per lo stesso datore, il 5% non spetta.

Se apro a novembre, il primo anno conta come uno dei cinque?

Sì. L'anno di apertura conta come primo anno anche se dura poche settimane. Per questo conviene valutare bene la data di apertura.

Se esco dal forfettario perdo il 5%?

Sì. Il 5% vale solo finché resti nel regime. Se superi 85.000 € esci dall'anno successivo; oltre 100.000 € esci subito. In entrambi i casi l'agevolazione si perde.

Approfondisci

Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.

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