Come persona fisica non puoi aprire due Partite IVA: ne hai una sola, legata al tuo codice fiscale. Puoi però svolgere più attività diverse con la stessa Partita IVA, aggiungendo più codici ATECO, e restare nel regime forfettario. In questo caso applichi a ciascuna attività il suo coefficiente di redditività, mentre il limite di 85.000 € si calcola sulla somma di tutti gli incassi.
Una sola Partita IVA, più codici ATECO
Se oltre al tuo lavoro principale vuoi avviarne un altro, ad esempio sei consulente e vuoi vendere prodotti online, non devi aprire una nuova posizione. Comunichi all'Agenzia delle Entrate un codice ATECO aggiuntivo, oppure lo indichi già in apertura. Uno dei codici sarà quello dell'attività prevalente, gli altri sono attività secondarie.
Tutte le attività finiscono nella stessa dichiarazione dei redditi, con la stessa numerazione delle fatture e lo stesso regime fiscale. Non puoi essere forfettario per un'attività e in regime ordinario per l'altra: il regime vale per tutta la Partita IVA.
Coefficienti diversi: come si calcola il reddito
Nel forfettario il reddito si calcola moltiplicando gli incassi per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Se hai attività con coefficienti diversi, devi tenere separati gli incassi di ciascuna e applicare a ognuna il proprio coefficiente. Poi sommi i redditi ottenuti.
Questi sono i coefficienti che incontrerai più spesso:
- 78% per professionisti e attività tecniche e scientifiche
- 67% per le altre attività economiche
- 86% per costruzioni e attività immobiliari
- 62% per gli intermediari del commercio
- 54% per il commercio ambulante di altri prodotti
- 40% per commercio, alimentari, alloggio e ristorazione
Per questo è importante che ogni fattura sia riconducibile a una delle due attività. Se le mescoli, rischi di applicare il coefficiente sbagliato e di pagare troppo, o troppo poco con il rischio di sanzioni.
Esempio pratico con due attività
Sei un grafico con codice da professionista (coefficiente 78%) e vendi anche stampe online come commercio (coefficiente 40%). Nel 2026 incassi 30.000 € dalla grafica e 20.000 € dalle vendite.
- Reddito della grafica: 30.000 × 78% = 23.400 €
- Reddito delle vendite: 20.000 × 40% = 8.000 €
- Reddito totale: 23.400 + 8.000 = 31.400 €
- Supponi di aver versato nell'anno 5.000 € di contributi: li togli dal reddito, e restano 26.400 €
- Imposta sostitutiva al 15%: 26.400 × 15% = 3.960 €
- Se hai diritto al 5% per i primi cinque anni: 26.400 × 5% = 1.320 €
Se per errore applicassi il 78% a tutti i 50.000 €, il reddito diventerebbe 39.000 € invece di 31.400 €: 7.600 € di reddito in più su cui pagare tasse senza motivo. Al contrario, applicare il 40% a tutto ti farebbe dichiarare solo 20.000 €, molto meno del dovuto.
Il limite di 85.000 € vale sul totale
Avere più attività non moltiplica il limite. La soglia di 85.000 € riguarda la somma degli incassi di tutte le attività, non di ciascuna. È uno degli errori più comuni: pensare che ogni codice ATECO abbia il suo tetto.
Esempio: incassi 60.000 € come consulente e 30.000 € dal commercio. Singolarmente sei sotto gli 85.000 €, ma il totale è 90.000 €. Hai superato il limite, quindi dall'anno successivo esci dal forfettario. Se invece nel corso dell'anno superi i 100.000 € complessivi, l'uscita è immediata e devi applicare l'IVA già dalla fattura che fa superare la soglia.
Ricorda che conta il criterio di cassa: si guardano i soldi effettivamente incassati nell'anno, non le fatture emesse.
Imposta, aliquota del 5% e contributi
L'imposta sostitutiva è una sola e si calcola sul reddito complessivo. L'aliquota ridotta del 5% per i primi cinque anni, se ne hai i requisiti, riguarda tutta la Partita IVA. Aggiungere un nuovo codice ATECO a un'attività già avviata non fa ripartire i cinque anni né dà diritto da solo al 5%: in caso di dubbio verifica con il commercialista.
Sui contributi la situazione è più delicata. Ogni tipo di attività ha la sua gestione INPS:
- attività professionale senza cassa propria: gestione separata, con aliquota del 26,07% sul reddito
- attività commerciale: gestione commercianti, con contributi fissi di 4.611,64 € sul reddito minimo di 18.808 € e il 24,48% sulla parte eccedente
- attività artigiana: gestione artigiani, con contributi fissi di 4.521,36 € sul reddito minimo di 18.808 € e il 24% sulla parte eccedente
- per artigiani e commercianti puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi
Quando combini un'attività professionale e una commerciale o artigiana, capire a quale gestione iscriverti e su quale reddito calcolare i contributi dipende dal tuo caso concreto. Prima di aggiungere il nuovo codice fatti fare un conteggio dal commercialista: l'impatto sui contributi può essere più grande di quello sulle tasse.
Cosa resta uguale per tutte le attività
Molte regole del forfettario non cambiano in base al numero di attività:
- niente IVA in fattura, su tutte le attività
- bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €, a prescindere dall'attività
- acconti dell'imposta sostitutiva al 50% a giugno e al 50% a novembre, calcolati sull'imposta complessiva
- limite di accesso legato al reddito da lavoro dipendente o da pensione: se l'anno precedente ha superato 35.000 € non puoi entrare nel forfettario, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato
Anche altre situazioni, come alcune partecipazioni in società, possono incidere sulla possibilità di restare forfettario. Se oltre alla Partita IVA hai quote societarie, verifica la tua posizione con il commercialista.
Come organizzarti nella pratica
- Controlla il coefficiente di ogni codice ATECO prima di aggiungerlo
- Indica in ogni fattura a quale attività si riferisce, così da distinguere gli incassi
- Tieni un totale unico degli incassi per controllare il limite di 85.000 €
- Calcola gli accantonamenti tenendo conto dei coefficienti diversi
- Fai verificare dal commercialista la posizione INPS se le attività appartengono a gestioni diverse
Se gestisci più attività con la stessa Partita IVA, il gestionale di Forfettari.org ti aiuta a tenere i conti in ordine. Il cruscotto fiscale distingue gli incassi per attività e applica a ciascuna il suo coefficiente. A ogni incasso ti indica quanto mettere da parte per tasse e contributi. Ti avvisa quando il totale si avvicina alla soglia di 85.000 €. Lo scadenzario ti ricorda acconti e bolli.
Domande frequenti
Posso avere due Partite IVA forfettarie?
No. Come persona fisica hai una sola Partita IVA, ma puoi aggiungere più codici ATECO e svolgere più attività restando nel forfettario.
Il limite di 85.000 € vale per ogni attività?
No, vale sulla somma degli incassi di tutte le attività. Se il totale supera 85.000 €, esci dal forfettario dall'anno successivo. Oltre 100.000 € l'uscita è immediata.
Con due codici ATECO quale coefficiente uso?
Li usi entrambi: applichi a ogni attività il suo coefficiente sui relativi incassi e poi sommi i redditi. Per questo devi tenere separati gli incassi.
Aggiungere un codice ATECO mi dà di nuovo l'aliquota al 5%?
Di norma no, perché l'aliquota riguarda la Partita IVA nel suo complesso. Per il tuo caso specifico verifica con il commercialista.
Approfondisci
Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.