Sì, puoi aprire una Partita IVA in regime forfettario mentre prendi la NASpI. In molti casi continui a ricevere l'indennità, ma ridotta. Per conservarla devono verificarsi due condizioni. La prima: comunichi all'INPS, entro il termine previsto, il reddito che pensi di ottenere dall'attività. La seconda: quel reddito resta sotto il limite annuo fissato per i lavoratori autonomi. Se salti la comunicazione o superi il limite, perdi la NASpI. In alternativa puoi chiedere di ricevere tutta l'indennità residua in un'unica soluzione per avviare l'attività. In questo caso non hai più l'assegno mensile.
Puoi entrare nel forfettario se arrivi da un lavoro dipendente
Chi prende la NASpI ha perso il lavoro dipendente, e questo conta per l'accesso al regime. Di norma non puoi entrare nel forfettario se nell'anno precedente il tuo reddito da lavoro dipendente o da pensione ha superato 35.000 €. Questo limite vale per il 2025 e per il 2026. L'esclusione però non si applica se il rapporto di lavoro è cessato. Quindi, anche se l'anno scorso hai guadagnato più di 35.000 € come dipendente, il licenziamento o la fine del contratto ti permettono comunque di aprire in forfettario.
Diverso è il discorso per l'imposta sostitutiva agevolata. L'aliquota normale è il 15%. Per i primi cinque anni di una nuova attività può scendere al 5%, se ne ricorrono le condizioni. Una di queste riguarda chi arriva da un lavoro dipendente: la nuova attività non deve essere la semplice prosecuzione del lavoro che facevi prima. Se ad esempio fatturi all'ex datore di lavoro le stesse mansioni di prima, rischi di non avere diritto al 5%. Valuta bene questo punto con il commercialista prima di aprire.
La comunicazione all'INPS: il passaggio da non sbagliare
L'errore più costoso è dimenticare di avvisare l'INPS. Aprire la Partita IVA senza comunicarlo porta alla perdita dell'indennità e, spesso, alla richiesta di restituire le somme già incassate. I passaggi sono questi:
- Prima di aprire, verifica con l'INPS o con un patronato il termine entro cui devi comunicare l'avvio dell'attività e il limite di reddito in vigore, perché questi parametri vengono aggiornati.
- Apri la Partita IVA scegliendo il codice ATECO corretto: da quel codice dipende il coefficiente di redditività.
- Invia all'INPS la comunicazione con il reddito annuo che prevedi di ottenere dall'attività. Se hai già la Partita IVA quando chiedi la NASpI, indicalo direttamente nella domanda.
- Se durante l'anno ti accorgi che il reddito sarà molto diverso dalla stima, aggiorna la comunicazione.
- Conserva fatture e incassi in ordine: l'INPS confronterà la tua stima con il reddito che dichiarerai.
Come l'INPS guarda il tuo reddito da forfettario
Nel forfettario reddito e incassi non coincidono. Il reddito si calcola moltiplicando gli incassi dell'anno per il coefficiente di redditività della tua attività. Poi si sottraggono i contributi previdenziali versati nell'anno. Vale il criterio di cassa: conta quando il cliente ti paga, non quando emetti la fattura. Questo è importante per la NASpI, perché il limite riguarda il reddito e non il fatturato.
I coefficienti cambiano molto in base all'attività. Sono 78% per professionisti e attività tecniche e scientifiche e 67% per le altre attività economiche. Salgono all'86% per costruzioni e attività immobiliari. Scendono al 62% per gli intermediari del commercio, al 54% per il commercio ambulante di altri prodotti e al 40% per commercio, alimentari, alloggio e ristorazione. A parità di incassi, un commerciante ha quindi un reddito molto più basso di un professionista. Chiedi al commercialista quale valore esatto usare nella stima per l'INPS, ad esempio se considerare il reddito prima o dopo i contributi.
Esempi con i numeri
Professionista iscritto alla Gestione separata
Sei una grafica e prevedi di incassare 12.000 € nell'anno. Con il coefficiente del 78% il reddito è 9.360 €. Se non hai un'altra copertura previdenziale, i contributi alla Gestione separata sono il 26,07%, cioè 2.440,15 €. Chi ha già un'altra copertura paga il 24%: se e come la NASpI incida su questo punto va verificato. L'imposta sostitutiva al 5% vale 468 €, al 15% vale 1.404 €. È il reddito di 9.360 €, non i 12.000 € incassati, il valore da confrontare con il limite NASpI. I contributi versati si deducono poi dal reddito dell'anno in cui li paghi.
Commerciante iscritto alla gestione INPS
Apri un piccolo negozio e prevedi 15.000 € di incassi. Con il coefficiente del 40% il reddito è 6.000 €. Siamo sotto il reddito minimo di 18.808 €, ma i contributi fissi sono dovuti comunque: 4.611,64 € all'anno, circa il 31% degli incassi. Se chiedi la riduzione del 35%, scendono a 2.997,57 €. L'imposta al 5%, prima di dedurre i contributi, sarebbe 300 €. Il reddito per l'INPS è basso, ma i contributi fissi pesano molto sulla liquidità mentre l'indennità è ridotta.
Indennità mensile o anticipo in unica soluzione
Se vuoi avviare un'attività autonoma, puoi chiedere all'INPS di ricevere in un'unica soluzione l'importo della NASpI che ti spetterebbe ancora. È una scelta che cambia molto la tua situazione:
- Con l'assegno mensile hai un'entrata regolare, ma ridotta in base al reddito e legata al rispetto del limite.
- Con l'anticipo hai subito un capitale per partire, ma non ricevi più nulla ogni mese.
- Se prendi l'anticipo e poi accetti un lavoro dipendente prima della fine del periodo coperto, di norma devi restituire tutta la somma.
- L'anticipo va chiesto entro un termine preciso dall'avvio dell'attività: verificalo con l'INPS o con un patronato.
Errori comuni da evitare
- Stimare il reddito partendo dagli incassi lordi invece di applicare il coefficiente, oppure sottostimarlo per restare nel limite: a consuntivo l'INPS confronta i dati.
- Concentrare a fine anno incassi che fanno superare il limite senza averlo previsto: con il criterio di cassa conta la data di pagamento.
- Dimenticare il bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €. Non si aggiunge invece l'IVA, perché nel forfettario la fattura è senza IVA.
- Spendere tutto quello che incassi: imposta e contributi arrivano dopo, quando magari la NASpI è già finita.
Il periodo con la NASpI è delicato: devi tenere d'occhio insieme il reddito che comunichi all'INPS e le somme da accantonare per tasse e contributi. Nel gestionale di Forfettari.org il cruscotto fiscale calcola il reddito dagli incassi con il coefficiente della tua attività. Questo ti aiuta a controllare se resti in linea con la stima inviata. A ogni incasso vedi quanto mettere da parte, gli avvisi sulla soglia ti segnalano quando ti avvicini ai limiti e lo scadenzario ti ricorda i versamenti.
Domande frequenti
Perdo la NASpI se apro la Partita IVA forfettaria?
Non necessariamente. Se comunichi all'INPS il reddito previsto entro il termine e resti sotto il limite per i lavoratori autonomi, continui a ricevere l'indennità, ridotta. Se non comunichi nulla o superi il limite, la perdi.
Per il limite NASpI contano gli incassi o il reddito?
Conta il reddito. Nel forfettario si ottiene moltiplicando gli incassi per il coefficiente della tua attività, ad esempio 78% per i professionisti, e sottraendo i contributi versati. Verifica con il commercialista il valore esatto da indicare.
Se l'anno scorso da dipendente ho guadagnato più di 35.000 € posso usare il forfettario?
Sì, se il rapporto di lavoro è cessato, come succede a chi prende la NASpI. Il limite di 35.000 € esclude dal regime solo chi ha ancora in corso quel lavoro.
Ho diritto all'imposta al 5% se arrivo dalla NASpI?
Può spettarti per i primi cinque anni, se la nuova attività non è la semplice prosecuzione del lavoro dipendente precedente e ricorrono le altre condizioni. Altrimenti paghi il 15%.
Approfondisci
Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.