Tasse Pubblicata il 7 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Forfettario o ordinario conviene? Confronto a 30, 50 e 80k

Forfettario o ordinario conviene? Calcoli in euro per un professionista a 30.000, 50.000 e 80.000 € di incassi e quando l'ordinario può costarti meno.

Per un professionista con pochi costi il forfettario conviene quasi sempre. Con il 15% di imposta sostitutiva e la gestione separata INPS paghi circa il 29% di quello che incassi, sia a 30.000 sia a 80.000 €. L'ordinario diventa competitivo solo se le tue spese reali superano di molto il 22% degli incassi, cioè la quota che il forfettario ti riconosce già in automatico. Qui trovi i numeri e il modo per capire da che parte stai.

Come si calcolano le tasse nel forfettario

Nel forfettario non deduci le spese reali. Il reddito si calcola moltiplicando gli incassi per il coefficiente di redditività della tua attività. Per professionisti e attività tecniche e scientifiche il coefficiente è del 78%: il restante 22% è considerato una spesa forfettaria, anche se in realtà spendi meno.

  1. Reddito: incassi × 78%.
  2. Contributi alla gestione separata: reddito × 26,07%.
  3. Imponibile: reddito meno i contributi versati nell'anno.
  4. Imposta sostitutiva: imponibile × 15%, oppure 5% per i primi cinque anni se ne hai i requisiti.

Negli esempi supponiamo che i contributi versati nell'anno siano uguali a quelli maturati. È una semplificazione: in pratica deduci quelli effettivamente pagati, tra saldo dell'anno prima e acconti. Per il confronto va bene.

I numeri a 30.000, 50.000 e 80.000 €

Incassi di 30.000 €

Reddito 23.400 €. Contributi 6.100,38 €. Imponibile 17.299,62 €. Imposta al 15%: 2.594,94 €. Totale tra tasse e contributi 8.695,32 €, ti restano 21.304,68 €. Con l'aliquota al 5% l'imposta scende a 864,98 € e ti restano 23.034,64 €.

Incassi di 50.000 €

Reddito 39.000 €. Contributi 10.167,30 €. Imponibile 28.832,70 €. Imposta al 15%: 4.324,91 €. Totale 14.492,21 €, ti restano 35.507,79 €.

Incassi di 80.000 €

Reddito 62.400 €. Contributi 16.267,68 €. Imponibile 46.132,32 €. Imposta al 15%: 6.919,85 €. Totale 23.187,53 €, ti restano 56.812,47 €.

In tutti e tre i casi il prelievo è del 28,98% degli incassi. È il vantaggio principale del forfettario: l'aliquota non sale quando guadagni di più. Nell'ordinario l'IRPEF è progressiva, quindi più il reddito cresce, più pesa ogni euro in più.

Quando l'ordinario può costarti meno

Nell'ordinario deduci le spese reali e paghi i contributi sul reddito effettivo. Poi su quello che resta paghi IRPEF progressiva e addizionali, al netto di deduzioni e detrazioni. Gli scaglioni IRPEF e le addizionali dipendono dall'anno e dal tuo comune: falli verificare al commercialista. Puoi però capire subito quanto spazio c'è, calcolando quanta IRPEF potresti pagare al massimo per pareggiare il forfettario.

Esempio a 50.000 € con spese reali di 5.000 €, cioè il 10% degli incassi. Il reddito è 45.000 €, i contributi sono 11.731,50 € e la base IRPEF è 33.268,50 €. Per pareggiare i 14.492,21 € del forfettario, IRPEF e addizionali dovrebbero restare sotto 2.760,71 €: circa l'8,3% della base. Su un reddito del genere è molto difficile restare sotto questa cifra, a meno di detrazioni importanti.

Stesso fatturato, ma con spese reali di 20.000 €, cioè il 40% degli incassi. Il reddito è 30.000 €, i contributi sono 7.821 € e la base IRPEF è 22.179 €. Il tetto per pareggiare sale a 6.671,21 €, circa il 30,1% della base. Qui l'ordinario può davvero convenire.

Questa soglia dipende solo dalla percentuale di spese sugli incassi, non dal fatturato. Con spese al 10% il pareggio richiede un'IRPEF media di circa l'8,3%, sia a 30.000 sia a 80.000 €. Il calcolo vale con l'imposta al 15%: se hai diritto al 5%, il forfettario resta ancora più conveniente.

Le differenze che non stanno nel calcolo

  • IVA: nel forfettario non la applichi in fattura. Se lavori con privati, che non possono detrarla, puoi tenere prezzi più bassi o margini più alti. Con clienti aziende la differenza pesa meno.
  • Bollo: nel forfettario metti 2 € di bollo sulle fatture sopra 77,47 €.
  • Adempimenti: il forfettario è più leggero, perché non hai liquidazioni IVA né registri IVA. L'ordinario richiede più lavoro e di solito un commercialista più costoso.
  • Detrazioni personali: nell'ordinario puoi far valere spese e detrazioni che nel forfettario spesso non hanno effetto. Chiedi al commercialista quanto valgono nel tuo caso.
  • Soglie: il forfettario finisce dall'anno dopo se superi 85.000 € di incassi, e subito se superi 100.000 €. A 80.000 € sei vicino al limite.
  • Accesso: se nell'anno precedente hai avuto più di 35.000 € di reddito da lavoro dipendente o da pensione, non puoi entrare nel forfettario, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.

Come decidere in pratica

Somma le spese reali dell'ultimo anno e dividile per gli incassi. Se sei sotto il 22%, il forfettario ti fa pagare imposte su un reddito più basso di quello vero, e conviene quasi sicuramente. Se sei molto sopra, per esempio al 35-40%, fai fare al commercialista una simulazione dell'ordinario con le tue detrazioni personali. Ricorda anche gli acconti: nel forfettario l'imposta sostitutiva si versa per il 50% a giugno e per il 50% a novembre, quindi la liquidità va pianificata in entrambi i casi.

Se resti nel forfettario, il modo più semplice per non avere sorprese è accantonare a ogni incasso la quota giusta, vicina al 29% nel caso del professionista in gestione separata. Nel gestionale Forfettari.org il cruscotto fiscale calcola tasse e contributi sui tuoi incassi reali. Ti dice quanto mettere da parte ogni volta che ti pagano, ti avvisa quando ti avvicini alla soglia degli 85.000 € e raccoglie nello scadenzario acconti, saldi e bolli. Così puoi verificare anno per anno se il forfettario resta la scelta giusta.

Domande frequenti

A 80.000 € conviene ancora il forfettario?

Per un professionista con spese basse sì: paghi circa 23.187 € tra imposta e contributi. Fai però attenzione alla soglia di 85.000 €, oltre la quale esci dall'anno successivo.

Qual è la percentuale di spese oltre cui valutare l'ordinario?

Il forfettario per i professionisti riconosce il 22% degli incassi come spese. Se le tue spese reali sono molto più alte, ad esempio intorno al 40%, conviene far simulare l'ordinario al commercialista.

Con l'aliquota al 5% il confronto cambia?

Sì, a favore del forfettario. A 30.000 € di incassi l'imposta scende da 2.594,94 € a 864,98 €, quindi per l'ordinario è ancora più difficile competere.

I contributi INPS sono diversi tra forfettario e ordinario?

L'aliquota della gestione separata è la stessa, il 26,07%. Cambia la base: nel forfettario è il reddito calcolato con il coefficiente, nell'ordinario è il reddito al netto delle spese reali.

Approfondisci

Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.

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