Da forfettario, su 100 € incassati ti restano in tasca di solito tra 70 e 86 €. Il valore preciso dipende da tre cose: il coefficiente di redditività della tua attività, la cassa INPS a cui sei iscritto e l'aliquota dell'imposta sostitutiva, che è del 15% oppure del 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti. Ad esempio, un professionista iscritto alla gestione separata con imposta al 15%, in un anno a regime, tiene circa 71 € ogni 100 € incassati. Qui sotto trovi il metodo e i calcoli per i tre casi più comuni.
Come si passa dal lordo al netto
Nel forfettario non deduci le spese reali. Il fisco considera come reddito una percentuale fissa di quello che incassi, cioè il coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. Su quel reddito si calcolano i contributi INPS. I contributi che versi nell'anno si sottraggono dal reddito e sul risultato paghi l'imposta sostitutiva. Conta il criterio di cassa: valgono le somme incassate e pagate davvero nell'anno, non le fatture emesse.
- Prendi gli incassi dell'anno: in fattura non c'è IVA, quindi l'incasso coincide con il compenso.
- Moltiplica gli incassi per il coefficiente: ottieni il reddito lordo.
- Calcola i contributi INPS sul reddito lordo, secondo la tua gestione.
- Sottrai dal reddito i contributi versati nell'anno: ottieni l'imponibile.
- Applica il 15% o il 5% all'imponibile: è l'imposta sostitutiva.
- Netto = incassi meno contributi meno imposta.
Negli esempi che seguono facciamo un'ipotesi semplificata: i contributi versati nell'anno sono pari a quelli dovuti sul reddito di quell'anno. È la situazione tipica di chi lavora da qualche anno con incassi stabili.
Professionisti in gestione separata: da 100 € ne restano circa 71
Per le attività professionali, tecniche e scientifiche il coefficiente è del 78%. Il contributo alla gestione separata è del 26,07% per chi non ha un'altra copertura previdenziale.
- Incasso: 100 €
- Reddito lordo: 100 × 78% = 78 €
- Contributi: 78 × 26,07% = 20,33 €
- Imponibile: 78 − 20,33 = 57,67 €
- Imposta al 15%: 8,65 €
- Netto: 100 − 20,33 − 8,65 = 71,02 €
Con l'aliquota al 5% l'imposta scende a 2,88 € e il netto sale a 76,79 €. Su base annua, con 40.000 € di incassi hai un reddito di 31.200 €, contributi per 8.133,84 €, un imponibile di 23.066,16 € e un'imposta al 15% di 3.459,92 €. Restano 28.406,24 €, cioè il 71% degli incassi. Per i professionisti in gestione separata la percentuale resta quasi uguale al variare degli incassi, perché non ci sono contributi fissi minimi.
Attenzione al primo anno. I contributi della gestione separata relativi al primo anno di solito li versi l'anno dopo, quindi nel primo anno non hai contributi da sottrarre e l'imposta di quell'anno è più alta. Sui tempi di versamento fai una verifica con il commercialista.
Artigiani: pesa il contributo fisso
Artigiani e commercianti pagano un contributo fisso minimo anche se guadagnano poco. Per gli artigiani nel 2026 il fisso è di 4.521,36 € e copre un reddito fino a 18.808 €. Sopra questa cifra paghi il 24% fino a 56.224 € e il 25% oltre. Per questo il netto ogni 100 € cambia con il livello degli incassi.
Esempio con 40.000 € di incassi
Prendiamo un artigiano con coefficiente del 67%, quello delle altre attività economiche. Reddito: 40.000 × 67% = 26.800 €. Contributi: 4.521,36 € di fisso più il 24% di 7.992 € (la parte sopra 18.808 €), cioè 1.918,08 €, per un totale di 6.439,44 €. Imponibile: 26.800 − 6.439,44 = 20.360,56 €. Imposta al 15%: 3.054,08 €. Netto: 30.506,48 €, circa 76,27 € ogni 100 € incassati.
Esempio con 20.000 € di incassi
Con lo stesso coefficiente il reddito è di 13.400 €, sotto il minimale, quindi paghi solo il fisso di 4.521,36 €. Imponibile: 8.878,64 €. Imposta al 15%: 1.331,80 €. Netto: 14.146,84 €, cioè 70,73 € ogni 100 €. Con incassi più bassi il fisso incide di più. Se sei in costruzioni il coefficiente è dell'86% e il netto ogni 100 € scende. Puoi anche chiedere la riduzione del 35% dei contributi, che alza il netto ma riduce la pensione futura.
Commercianti: il netto alto è solo apparente
Chi fa commercio di alimentari, alloggio o ristorazione ha un coefficiente del 40%. Per i commercianti nel 2026 il fisso INPS è di 4.611,64 €, poi si paga il 24,48% fino a 56.224 € e il 25,48% oltre.
Esempio con 60.000 € di incassi. Reddito: 24.000 €. Contributi: 4.611,64 € più il 24,48% di 5.192 €, cioè 1.271,00 €, per un totale di 5.882,64 €. Imponibile: 18.117,36 €. Imposta al 15%: 2.717,60 €. Dopo tasse e contributi restano 51.399,76 €, circa 85,67 € ogni 100 €.
Questo però non è ciò che ti resta davvero. Il coefficiente basso esiste perché un commerciante ha costi alti, come merce, affitto e utenze, che il forfettario non ti fa dedurre. Da quei 51.399,76 € devi ancora togliere tutte le spese reali. Per artigiani e commercianti il vero netto è quindi: incassi meno spese meno contributi meno imposta.
Altre voci da considerare
- Bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €: se non lo addebiti al cliente, riduce il tuo netto.
- Acconti: l'imposta si paga in parte in anticipo, il 50% a giugno e il 50% a novembre, con le eccezioni per gli importi piccoli. Il netto non cambia, ma devi avere la liquidità pronta.
- Soglia: oltre 85.000 € di incassi esci dal forfettario dall'anno dopo; oltre 100.000 € esci subito e applichi l'IVA dalla fattura che supera il limite. In entrambi i casi i calcoli di questa guida non valgono più.
- Il coefficiente esatto dipende dal tuo codice ATECO: controllalo prima di fare i conti.
Tenere il conto incasso dopo incasso
Fare questi calcoli una volta è utile. Rifarli a ogni fattura è scomodo, soprattutto se sei artigiano o commerciante e il contributo fisso cambia il peso dei contributi nel corso dell'anno. Nel gestionale Forfettari.org il cruscotto fiscale applica coefficiente, gestione INPS e aliquota della tua attività. A ogni incasso ti indica quanto mettere da parte per tasse e contributi, ti avvisa quando ti avvicini alla soglia degli 85.000 € e raccoglie le scadenze di acconti, saldi e bolli in uno scadenzario.
Domande frequenti
Da 1.000 € incassati quanto resta a un professionista forfettario?
In gestione separata, con coefficiente 78% e imposta al 15%, in un anno a regime restano circa 710 €. Con l'aliquota al 5% restano circa 768 €.
Perché un artigiano con pochi incassi tiene una percentuale più bassa?
Perché paga comunque il contributo fisso di 4.521,36 €. Con incassi bassi questo importo pesa di più su ogni 100 € incassati.
Il netto calcolato tiene conto delle spese?
No. Il forfettario non deduce le spese reali, quindi materiali, merce, affitto e strumenti vanno tolti a parte dal netto calcolato.
Il primo anno il netto è uguale agli anni successivi?
Spesso no. Se i contributi del primo anno li versi l'anno dopo, nel primo anno non li sottrai dal reddito e paghi più imposta. Verifica i tempi con il commercialista.
Approfondisci
Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.