Tasse Pubblicata il 3 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Quanto mettere da parte da forfettario: la percentuale giusta

Quanto accantonare di ogni incasso per imposta e contributi nel forfettario 2026: la formula, gli esempi e l’errore del secondo anno.

Nel forfettario le tasse non vengono trattenute dal cliente: incassi l’intero compenso e paghi imposta e contributi mesi dopo, con il saldo e gli acconti. Per non trovarti scoperto a giugno conviene mettere da parte una quota di ogni incasso, subito.

La formula

Su ogni euro che incassi, il reddito è il coefficiente del tuo codice ATECO. Su quel reddito paghi l’imposta sostitutiva e i contributi. La quota da accantonare è quindi il coefficiente moltiplicato per la somma delle due aliquote.

  • Quota da mettere da parte = coefficiente × (aliquota dell’imposta + aliquota dei contributi).
  • Imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% nei primi cinque anni di una nuova attività.
  • Contributi in gestione separata 2026: 26,07%, oppure 24% se sei pensionato o già iscritto a un’altra previdenza.
  • Artigiani e commercianti: una parte fissa annua più il 24% (artigiani) o il 24,48% (commercianti) sul reddito oltre il minimale.

Esempio: professionista in gestione separata

Un consulente con coefficiente 78% e imposta al 15% deve mettere da parte il 78% di 41,07%, cioè circa il 32% di ogni incasso: su una fattura incassata di 1.000 € sono circa 320 €. Con l’imposta al 5% dei primi anni la quota scende a circa il 24,2%, cioè circa 242 € ogni 1.000 €.

Esempio: artigiano o commerciante

Per artigiani e commercianti c’è una quota fissa di contributi, dovuta anche se incassi poco: nel 2026 circa 4.521 € l’anno per gli artigiani e 4.612 € per i commercianti, pagata in quattro rate. Oltre il reddito minimale di 18.808 € si aggiunge la percentuale. Per questo nei primi mesi la quota da accantonare è più alta, e scende quando il reddito supera il minimale: conviene mettere da parte la rata fissa a parte e poi una percentuale degli incassi.

L’errore del secondo anno

Il primo anno di attività non paghi acconti. Il secondo anno, a giugno, paghi insieme il saldo dell’anno prima e il primo acconto dell’anno in corso, e a novembre il secondo acconto. È il momento in cui molti forfettari si trovano senza liquidità: se hai accantonato la quota giusta fin dal primo incasso, i soldi ci sono.

  1. Apri un conto o un salvadanaio separato solo per le tasse.
  2. A ogni incasso sposta subito la percentuale calcolata.
  3. Ricalcola la percentuale se cambia l’aliquota o la gestione previdenziale.
  4. Tieni da parte anche il bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €, se lo paghi tu.

Nel gestionale di Forfettari.org la scheda di ogni fattura incassata ti dice quanto mettere da parte, calcolato sulla tua situazione reale, e il messaggio di conferma dell’incasso te lo ricorda.

Domande frequenti

Che percentuale mettere da parte con coefficiente 78% e aliquota 15%?

In gestione separata circa il 32% di ogni incasso: il 78% di 15% più 26,07%.

Gli acconti si pagano già il primo anno?

No, il primo anno non ci sono acconti di imposta: il primo pagamento importante arriva a giugno dell’anno successivo, con saldo e primo acconto insieme.

I contributi versati riducono le tasse?

Sì, i contributi previdenziali versati nell’anno si deducono dal reddito su cui si calcola l’imposta sostitutiva.

Approfondisci

Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.

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