Tasse Pubblicata il 20 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Spese deducibili forfettario: cosa copre il coefficiente

Nel forfettario le spese non si deducono: le copre il coefficiente di redditività. Scopri cosa include e quando ti fa pagare più tasse del dovuto.

Nel regime forfettario le spese non si deducono. Non importa quanto spendi per computer, affitto, auto o software: il reddito su cui paghi tasse e contributi si calcola moltiplicando gli incassi per il coefficiente di redditività della tua attività. La parte di incassi che resta fuori da quel coefficiente rappresenta i tuoi costi, riconosciuti in modo forfettario. L'unica voce che puoi togliere dal reddito sono i contributi previdenziali che hai versato nell'anno.

Come funziona il coefficiente al posto delle spese

Nel forfettario non tieni una contabilità dei costi da sottrarre ai ricavi. Lo Stato presume che una certa percentuale dei tuoi incassi se ne vada in spese, e tassa solo il resto. Questa percentuale cambia in base al tipo di attività. Ecco i coefficienti principali:

  • Professionisti, attività tecniche e scientifiche: 78% (costi riconosciuti 22%)
  • Altre attività economiche: 67% (costi riconosciuti 33%)
  • Costruzioni e attività immobiliari: 86% (costi riconosciuti 14%)
  • Intermediari del commercio: 62% (costi riconosciuti 38%)
  • Commercio ambulante di altri prodotti: 54% (costi riconosciuti 46%)
  • Commercio, alimentari, alloggio e ristorazione: 40% (costi riconosciuti 60%)

Il calcolo segue il criterio di cassa: contano gli incassi effettivamente ricevuti nell'anno, non le fatture emesse. Sul reddito così ottenuto, meno i contributi versati, si applica l'imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività se ne hai i requisiti.

Cosa copre il coefficiente

La quota forfettaria di costi copre tutte le spese legate all'attività, senza distinzioni. In pratica rientrano lì dentro:

  • affitto di studio, ufficio o laboratorio e relative utenze
  • computer, telefono, attrezzature e strumenti di lavoro
  • software, abbonamenti e servizi online
  • auto, carburante, pedaggi e trasferte
  • corsi di formazione e libri
  • merce acquistata per la rivendita e materie prime
  • compenso del commercialista e altre consulenze
  • marche da bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 €

C'è anche un aspetto che spesso si dimentica: nel forfettario non applichi IVA in fattura e quindi l'IVA che paghi sui tuoi acquisti non la recuperi. Diventa un costo a tutti gli effetti, anch'esso già compreso nella quota forfettaria.

L'eccezione: i contributi previdenziali

I contributi INPS che versi durante l'anno si sottraggono dal reddito prima di calcolare l'imposta. Vale il momento del pagamento: conta quanto hai effettivamente versato nell'anno, non i contributi di competenza.

Esempio: quando il coefficiente ti conviene

Prendi una consulente con coefficiente 78% che incassa 40.000 € in un anno e ha spese reali per 3.000 €.

  1. Reddito forfettario: 40.000 × 78% = 31.200 €
  2. Costi riconosciuti in automatico: 40.000 − 31.200 = 8.800 €
  3. Ipotizziamo contributi versati nell'anno per 8.000 €: reddito imponibile 31.200 − 8.000 = 23.200 €
  4. Imposta sostitutiva al 15%: 23.200 × 15% = 3.480 €

Le sue spese vere sono 3.000 €, ma il regime gliene riconosce 8.800. Ci sono 5.800 € di reddito che, di fatto, non vengono tassati. Al 15% significa 870 € di imposta in meno, a cui si aggiunge il risparmio sui contributi calcolati su un reddito più basso. È la situazione tipica di chi lavora soprattutto con il proprio tempo e la propria competenza.

Quando il coefficiente diventa uno svantaggio

Il meccanismo si ribalta quando le tue spese reali superano la quota forfettaria. In quel caso paghi tasse e contributi su un reddito più alto di quello che guadagni davvero.

Esempio: un negozio di alimentari con coefficiente 40% incassa 60.000 €. Il reddito forfettario è 60.000 × 40% = 24.000 €, quindi i costi riconosciuti sono 36.000 €. Se però tra merce, affitto e utenze le spese reali arrivano a 45.000 €, il guadagno effettivo è di 15.000 €. Il titolare viene tassato su 9.000 € che non ha mai guadagnato: al 15% sono 1.350 € di imposta in più, prima ancora di considerare i contributi da commerciante calcolati su quel reddito più alto.

Le situazioni in cui conviene fare attenzione sono queste:

  • attività con margini bassi, come la rivendita di merce, dove gli acquisti pesano molto
  • anni con investimenti importanti, per esempio attrezzature o macchinari costosi
  • attività con coefficiente alto, come costruzioni (86%) o professioni (78%), ma spese elevate per materiali, collaboratori o trasferte
  • periodi di avvio con molte spese e pochi incassi, in cui il forfettario non riconosce mai una perdita

Una spia semplice: dividi le tue spese annue per gli incassi. Se la percentuale che ottieni è più alta della quota di costi riconosciuta dal tuo coefficiente (100 meno il coefficiente), stai pagando su un reddito gonfiato. Non significa automaticamente che il forfettario non ti convenga, perché l'imposta al 15% o al 5% resta bassa e la gestione è più semplice. Ma è il momento di fare un confronto serio con il regime ordinario insieme al tuo commercialista.

Perché tenere traccia delle spese anche se non le deduci

Le spese non cambiano le tue tasse, ma cambiano quanto ti resta in tasca. Monitorarle ti serve per tre motivi: capire il tuo margine reale, accorgerti per tempo se stai superando la quota forfettaria e valutare con dati concreti se il regime è ancora adatto alla tua attività. Ricorda anche che il limite per restare nel forfettario riguarda gli incassi, non il guadagno: con 85.000 € di incassi esci dall'anno successivo, oltre 100.000 € esci subito, anche se le spese ti hanno lasciato un utile modesto.

Tenere i conti sotto controllo con Forfettari.org

Nel gestionale di Forfettari.org il cruscotto fiscale applica il coefficiente della tua attività agli incassi e ti mostra il reddito su cui pagherai imposta e contributi, così vedi subito quanto mettere da parte a ogni incasso. Gli avvisi sulla soglia ti segnalano quando ti avvicini agli 85.000 €, e lo scadenzario ti ricorda acconti, saldi e bolli. Avere questi numeri sempre aggiornati rende più facile accorgerti se le tue spese reali stanno superando la quota forfettaria e parlarne per tempo con il commercialista.

Domande frequenti

Nel forfettario posso scaricare il computer o l'auto?

No. Nessuna spesa si deduce, nemmeno computer, auto o telefono. Sono tutte già comprese nella quota di costi riconosciuta dal coefficiente della tua attività.

Cosa posso togliere dal reddito nel forfettario?

Solo i contributi previdenziali versati nell'anno. Il reddito si calcola come incassi per coefficiente, poi sottrai i contributi pagati e sul risultato applichi l'imposta del 15% o del 5%.

Se ho spese molto alte mi conviene restare nel forfettario?

Dipende. Se le spese reali superano la quota forfettaria paghi su un reddito più alto del dovuto, ma l'imposta resta bassa. Fai un confronto concreto con il regime ordinario insieme al commercialista.

Devo comunque conservare le ricevute delle spese?

Ai fini delle tasse le spese non incidono, ma registrarle ti aiuta a conoscere il tuo margine reale. Per eventuali obblighi di conservazione specifici della tua attività, verifica con il commercialista.

Approfondisci

Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.

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