Contributi Pubblicata il 16 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Contributi INPS gestione separata forfettario 2026: guida

Quanto paghi in gestione separata nel 2026 da forfettario: aliquota 26,07% o 24%, massimale, scadenze e un esempio di calcolo in euro.

Nel 2026, se sei un professionista forfettario iscritto alla gestione separata INPS, paghi il 26,07% del tuo reddito forfettario. Se invece hai già un'altra copertura previdenziale obbligatoria, per esempio perché sei anche lavoratore dipendente, l'aliquota scende al 24%. Il massimale annuo è di 122.295 €. Non c'è un contributo minimo fisso: paghi solo in proporzione a quello che guadagni davvero.

Chi versa i contributi in gestione separata

La gestione separata riguarda i professionisti con Partita IVA che non hanno una cassa previdenziale propria. Sono, per esempio, consulenti, formatori, grafici, sviluppatori, social media manager e molte altre attività intellettuali senza un ordine professionale con cassa dedicata. Artigiani e commercianti, invece, sono iscritti alle rispettive gestioni INPS, con regole diverse e contributi fissi minimi.

Un punto da chiarire subito: la riduzione del 35% dei contributi prevista per i forfettari vale solo per artigiani e commercianti. Se sei in gestione separata non puoi chiederla, perché qui non esiste un contributo fisso da ridurre.

Aliquote 2026: piena e ridotta

Le aliquote della gestione separata per il 2026 sono due, e la scelta non dipende da te ma dalla tua situazione previdenziale.

  • 26,07%: è l'aliquota piena, che si applica se la Partita IVA è la tua unica attività con copertura previdenziale obbligatoria.
  • 24%: è l'aliquota ridotta, che si applica se sei già coperto da un'altra forma di previdenza obbligatoria, per esempio come lavoratore dipendente, oppure se sei pensionato.
  • Massimale di 122.295 €: oltre questo reddito annuo i contributi non sono più dovuti.
  • Nessun minimale da versare: se un anno guadagni poco, paghi poco.

Sul massimale c'è una precisazione pratica: da forfettario difficilmente lo raggiungi. Il limite di incassi per restare nel regime è di 85.000 €, e anche con il coefficiente più alto, l'86%, il reddito arriva a 73.100 €. Per te il massimale resta quindi un dato teorico.

Come si calcolano i contributi

Il calcolo segue tre passaggi. Prima prendi gli incassi dell'anno, cioè i compensi effettivamente ricevuti: conta la data di pagamento, non quella della fattura. Poi applichi il coefficiente di redditività della tua attività e ottieni il reddito forfettario. Infine su quel reddito applichi l'aliquota INPS.

  1. Somma gli incassi dell'anno, secondo il criterio di cassa.
  2. Moltiplica gli incassi per il coefficiente della tua attività, per esempio 78% se sei un professionista con attività tecniche o scientifiche, oppure 67% per altre attività economiche.
  3. Applica al reddito ottenuto il 26,07%, oppure il 24% se hai già un'altra copertura previdenziale.

I contributi che versi nell'anno si deducono poi dal reddito su cui calcoli l'imposta sostitutiva. In questo modo abbassano le tasse, ma non abbassano la base su cui si calcolano i contributi stessi.

Esempio con aliquota piena

Sei una consulente con coefficiente del 78% e nel 2026 incassi 40.000 €. Il tuo reddito forfettario è 40.000 × 78% = 31.200 €. I contributi in gestione separata sono 31.200 × 26,07% = 8.133,84 €.

Ora le tasse. Supponiamo che durante l'anno tu abbia versato contributi per lo stesso importo, 8.133,84 €. Il reddito imponibile diventa 31.200 − 8.133,84 = 23.066,16 €. Con l'imposta sostitutiva al 15% paghi 3.459,92 €. In totale, tra contributi e imposta, il carico è di 11.593,76 €, circa il 29% degli incassi. Con l'aliquota al 5%, se ne hai i requisiti, l'imposta scende molto, ma i contributi restano gli stessi.

Esempio con aliquota ridotta

Sei un dipendente con una Partita IVA a lato, coefficiente del 78%, e incassi 20.000 €. Il reddito forfettario è 15.600 €. Visto che hai già la copertura previdenziale come dipendente, paghi il 24%: 15.600 × 24% = 3.744 €. Ricorda che, se nell'anno precedente il tuo reddito da lavoro dipendente ha superato 35.000 €, non puoi accedere al forfettario, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.

Scadenze di pagamento

I contributi della gestione separata si pagano con il modello F24, di norma insieme alle imposte. Il calendario segue lo stesso schema: a giugno versi il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso, a novembre il secondo acconto. Le percentuali degli acconti INPS non coincidono necessariamente con quelle dell'imposta sostitutiva, quindi verifica gli importi esatti con il tuo commercialista.

Siamo a metà ottobre: la prossima scadenza da tenere d'occhio è quella di novembre. Se nel 2026 stai incassando molto più dell'anno scorso, gli acconti calcolati sul reddito passato potrebbero essere bassi e il conto arriverà con il saldo di giugno 2027. Conviene accantonare la differenza da subito.

Errori frequenti da evitare

  • Calcolare i contributi sugli incassi invece che sul reddito forfettario: si parte sempre dal coefficiente.
  • Sottrarre i contributi prima di calcolare i contributi stessi: la deduzione vale solo per l'imposta.
  • Usare il 24% senza averne diritto: serve un'altra copertura previdenziale obbligatoria.
  • Pensare di poter chiedere la riduzione del 35%: in gestione separata non è prevista.
  • Dimenticare che il primo anno non hai acconti da versare: il saldo dell'anno successivo può pesare parecchio, se non hai messo da parte nulla.

Puoi anche addebitare al cliente la rivalsa INPS del 4% in fattura: è una parte del compenso, quindi rientra negli incassi su cui calcoli tutto il resto.

Tenere i conti sotto controllo durante l'anno

Con la gestione separata il problema non è tanto l'aliquota quanto il momento in cui paghi: i soldi entrano oggi e i contributi si versano mesi dopo. Nel gestionale di Forfettari.org il cruscotto fiscale calcola contributi e imposta sugli incassi reali, ti indica quanto mettere da parte a ogni pagamento ricevuto, ti avvisa quando ti avvicini alla soglia degli 85.000 € e ti ricorda le scadenze di giugno e novembre nello scadenzario, così arrivi all'F24 con la cifra già pronta.

Domande frequenti

In gestione separata c'è un contributo minimo da pagare?

No. Paghi solo una percentuale del reddito forfettario: il 26,07%, oppure il 24% se hai già un'altra copertura previdenziale. Se non incassi nulla, non devi nulla.

Posso avere la riduzione del 35% in gestione separata?

No, la riduzione riguarda solo artigiani e commercianti iscritti alle loro gestioni INPS.

I contributi si calcolano sugli incassi?

No, si calcolano sul reddito forfettario, cioè sugli incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività della tua attività.

Quando si pagano i contributi della gestione separata?

Con l'F24, di norma insieme alle imposte: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre. Verifica con il commercialista le percentuali degli acconti.

Approfondisci

Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.

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