Se fai la wedding planner in regime forfettario, le tasse si calcolano così: prendi gli incassi dell'anno, li moltiplichi per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (per la maggior parte delle attività di organizzazione di matrimoni è il 67%), togli i contributi INPS versati nell'anno e sul risultato paghi l'imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se hai i requisiti per i primi cinque anni. Con 40.000 € incassati, tra contributi e imposta al 15% versi circa 9.600 € e te ne restano circa 30.400 €. Sotto trovi il calcolo passo per passo.
Codice ATECO e coefficiente di una wedding planner
Non esiste un codice ATECO pensato solo per le wedding planner. Chi apre la partita IVA sceglie di solito un codice tra le attività di organizzazione di eventi o tra gli altri servizi alla persona, in base a cosa fa davvero: coordinamento del giorno del matrimonio, ricerca dei fornitori, allestimenti, consulenza sullo stile.
La scelta va fatta con il commercialista perché il codice decide due cose: il coefficiente di redditività e, insieme al modo in cui organizzi l'attività, la cassa previdenziale a cui ti iscrivi. Per un'attività di servizi come questa il coefficiente tipico è quello delle altre attività economiche, cioè il 67%. Significa che il fisco considera reddito il 67% di quello che incassi e il restante 33% come spese forfettarie.
Se invece lavori soprattutto come intermediaria, cioè procuri clienti ai fornitori e vieni pagata a provvigione, il codice potrebbe rientrare tra gli intermediari del commercio, con coefficiente del 62%. Puoi controllare il coefficiente del tuo codice nella pagina dedicata ai coefficienti ATECO.
Quale gestione INPS ti tocca
Molte wedding planner sono inquadrate come impresa di servizi, iscritta alla Camera di Commercio, e versano quindi i contributi alla gestione commercianti. Chi svolge un'attività di sola consulenza, senza struttura d'impresa, può invece finire nella gestione separata. È un punto da chiarire con il commercialista prima di aprire, perché cambia molto il conto finale.
- Gestione commercianti: paghi una quota fissa di 4.611,64 € l'anno, anche con reddito basso, che copre il reddito fino a 18.808 €. Sulla parte che supera questo minimo paghi il 24,48%, che diventa 25,48% sopra 56.224 €. Puoi chiedere la riduzione del 35%.
- Gestione separata: niente quota fissa, paghi il 26,07% sul reddito (il 24% se hai già un'altra copertura previdenziale obbligatoria). La riduzione del 35% qui non c'è.
- In entrambi i casi il reddito su cui si calcolano i contributi è quello ottenuto applicando il coefficiente agli incassi.
Esempio annuale con 40.000 € incassati
Ipotesi: wedding planner iscritta alla gestione commercianti, coefficiente 67%, incassi dell'anno 40.000 €. Per semplicità supponiamo che i contributi versati nell'anno siano uguali a quelli dovuti per l'anno stesso.
- Reddito lordo: 40.000 € × 67% = 26.800 €.
- Contributi fissi: 4.611,64 €.
- Contributi sulla parte eccedente il minimo: (26.800 − 18.808) = 7.992 € × 24,48% = 1.956,44 €.
- Totale contributi: 4.611,64 + 1.956,44 = 6.568,08 €.
- Reddito imponibile: 26.800 − 6.568,08 = 20.231,92 €.
- Imposta sostitutiva al 15%: 3.034,79 €.
- Totale tasse e contributi: 9.602,87 €, circa il 24% degli incassi. Netto: 30.397,13 €.
Se hai diritto all'aliquota del 5%, l'imposta scende a 1.011,60 €, il totale a 7.579,68 € e il netto sale a 32.420,32 €. Se chiedi la riduzione del 35% sui contributi, questi passano da 6.568,08 € a 4.269,25 €; ricorda però che pagare meno contributi significa anche avere meno pensione.
Con la gestione separata, a parità di incassi, i contributi sarebbero 26.800 × 26,07% = 6.986,76 €, l'imposta al 15% 2.971,99 € e il totale 9.958,75 €. A questi livelli di incasso la differenza è contenuta; a incassi bassi pesa invece molto la quota fissa dei commercianti.
Attenzione ai pagamenti dei fornitori
È l'errore più costoso nel tuo settore. Se fatturi alla coppia l'intero matrimonio, comprese location, fiori, catering e fotografo, tutto quello che incassi diventa tuo ricavo: ci paghi tasse e contributi sul 67% e conta per il limite degli 85.000 €. Nel forfettario le spese reali non si scaricano, sono già coperte dal coefficiente.
Per un matrimonio da 30.000 € di fornitori, fatturare tutto tu può farti superare la soglia con pochi eventi. Le strade più pulite sono due: far fatturare i fornitori direttamente alla coppia, oppure gestire le somme anticipate a nome e per conto dei clienti con documenti adatti. Il secondo caso ha regole precise, quindi verificalo con il commercialista.
Soglie, stagionalità e scadenze
- Limite di 85.000 € di incassi: se lo superi, esci dal forfettario dall'anno successivo. Oltre 100.000 € esci subito e applichi l'IVA dalla fattura che supera il limite.
- Criterio di cassa: conta quando incassi, non quando fai il matrimonio. Acconti e caparre versati dalle coppie a dicembre per un evento di giugno valgono per l'anno in cui li ricevi.
- Bollo da 2 € su ogni fattura sopra 77,47 €, senza IVA in fattura.
- Acconti dell'imposta sostitutiva: 50% a giugno e 50% a novembre.
- Se nell'anno precedente hai avuto un reddito da lavoro dipendente o da pensione oltre 35.000 €, non puoi entrare nel forfettario, salvo che quel rapporto sia cessato.
Il lavoro della wedding planner è molto stagionale: incassi concentrati tra primavera ed estate e pochi soldi in inverno, quando però arrivano saldo e acconto di novembre. Per questo conviene mettere da parte una quota fissa di ogni incasso appena lo ricevi. Nell'esempio sopra quella quota è intorno al 24%.
Tenere i conti sotto controllo durante l'anno
Nel gestionale Forfettari.org imposti il tuo coefficiente e la gestione INPS una volta sola. Il cruscotto fiscale ti mostra quanto devi mettere da parte a ogni incasso, compresi gli acconti delle coppie, e ti avvisa quando ti avvicini alla soglia degli 85.000 €. Lo scadenzario ti ricorda acconti, saldo e bolli, così non arrivi a novembre senza liquidità dopo una stagione piena di matrimoni.
Domande frequenti
Che coefficiente ha una wedding planner nel forfettario?
Di solito il 67%, quello delle altre attività economiche. Se lavori come intermediaria a provvigione potrebbe essere il 62%. Dipende dal codice ATECO scelto con il commercialista.
Posso scaricare le spese per fiori, location e trasferte?
No. Nel forfettario le spese reali non si deducono: sono già coperte dal 33% che il coefficiente esclude dal reddito. Si deducono solo i contributi INPS versati.
Le caparre delle coppie quando si tassano?
Nell'anno in cui le incassi, anche se il matrimonio è nell'anno successivo, perché il forfettario segue il criterio di cassa.
Quanto devo mettere da parte per ogni incasso?
Con 40.000 € l'anno, gestione commercianti e imposta al 15%, circa il 24% di ogni incasso. La percentuale cambia con il tuo reddito e con l'aliquota.
Approfondisci
Questa guida ha valore informativo: regole e importi possono cambiare e ogni situazione ha le sue particolarità. Prima di decidere, confrontati con il tuo commercialista.